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LE TRADUZIONI DI Legnofilia


Patrick's Blood and Gore - Jack Plane Low Angle - #62


  • Autore: Patrick A. Leach

  • Testo originale: www.supertool.com

  • Traduzione: piekki

  • Revisione: legnofilia

  • Tutti i diritti riservati - Nessuna parte di questo contenuto può essere riprodotta in nessun modo senza l'esplicito consenso scritto dell'autore del testo originale e dello staff di Legnofilia.
    Permesso di tradurre concesso dall'autore Patrick A. Leach

    Image




Jack Plane Low Angle - #62


  • Lunghezza: 14" (35,56 cm)
  • Larghezza (lama): 2" (5.08 cm)
  • Peso: 3 3/8 lbs (1644 g)
  • Periodo di produzione: 1905-1942
  • Utensile raro:


[Nel testo originale, la pialla viene definita "block plane" per via del meccanismo di regolazine della lama, ma date le dimensioni della suola, identiche a quelle di una #5, la definizione più adeguata è "jack plane" - N.d.T.]

ImageForse una delle migliori pialle che alla Stanley si siano mai messi in testa di produrre, la #62 è semplicemente una jack in cui la tradizionale meccanica di regolazione della lama è stata sostituita con quella di una block. Il nottolino di regolazione di profondità è analogo a quello delle altre block della stessa serie, la lama siede a 12 gradi e l’apertura della bocca è regolabile.

Prima di acquistarne un esemplare farete bene a controllare alcuni dettagli. Questa pialla era utilizzata in modo piuttosto energico, come una vera e propria jack: uso intenso e bassa seduta della lama fanno sì che la bocca di questi attrezzi sia spesso sbeccata, specialmente nella zona dietro al tagliente. Su dieci esemplari esaminati, otto avranno la bocca sbeccata, uno sarà stato riparato e, forse, solo l’ultimo sarà perfetto. Altre zone critiche - soggette a frequenti sbeccature e che dovrete controllare con cura - si trovano dove i fianchi della pialla si congiungono alla suola, nelle parti anteriore e posteriore del corpo della pialla.

Il pomello anteriore, in palissandro tornito, è un modello montato unicamente sulla #62: poggia su un disco in ghisa nichelata, da cui protrudono due punte che affondano nella parte inferiore, conficcandosi nelle fibre di testa. Il bullone di fissaggio del pomello, prima di avvitarsi nella suola [nella sezione scorrevole che regola l’apertura della bocca - N.d.T.], ingaggia un filetto ottenuto nel disco di supporto. Questo bullone va avvitato con decisione al disco sottostante il pomello, prestando attenzione ad applicare la giusta pressione. Questa precauzione è necessaria per evitare che il pomello ruoti sul disco quando si regola l’apertura della bocca. La parte inferiore del pomello, infatti, presenta spesso una scanalatura circolare dovuta al fatto che il pomello non è stato fissato correttamente al disco. Sono pure frequenti scheggiature e fratture varie, sempre dovute al fatto che il pomello non è stato fissato al disco con la dovuta fermezza. A volte questi pomelli sono così danneggiati che per riportare la pialla alle condizioni desiderate non rimane che tornirne uno nuovo.

Il bullone di fissaggio del pomello s’inserisce infine [dopo aver attraversato il disco nichelato di supporto - N.d.T.] in un inserto filettato posto nella sezione scorrevole della suola che serve ad aprire e chiudere la bocca della pialla. Questo inserto può presentare fratture o essere spannato (attenzione: anche il bullone potrebbe esserlo) e non bloccare più il bullone con fermezza, rendendo la pialla di scarso valore sia per il collezionista sia per chi intende effettivamente utilizzarla. Assicuratevi sempre che, con il bullone avvitato con decisione, il pomello sia stabile sul disco di supporto ma ruoti anche con scorrevolezza per regolare l’apertura della bocca.

ImageLa pialla è munita della tipica leva eccentrica per regolare la lunga sezione scorrevole della suola. Il manico in palissandro, come anche il pomello e la leva eccentrica, è un modello unico montato solo sulla #62. La base di questo tote è più corta di quelli usati sulle bench più piccole, come la #3, in modo da concedere al sistema di regolazione della lama lo spazio necessario per manovrarlo.
Il lever cap, azionato da un nottolino godronato, è nichelato e presenta il tipico foro sagomato a "buco della serratura", per ospitare la vite di fissaggio.
La vite di regolazione, nichelata, è provvista di un nottolino più grande di quelli montati sulle block più piccole della serie low-angle, come la #65. Si può determinare facilmente se la vite di regolazione è originale oppure no dalla distanza tra essa [la parte inferiore del nottolino - N.d.T.] e il piano del corpo pialla sottostante: non dovrebbero esserci più di 3mm.
La testa del bullone che fissa il manico al corpo pialla, infine, è pure nichelata.
Il contrasto tra il japanning, le nichelature e il palissandro danno alla pialla, se nuova [o restaurata come si deve! - N.d.T.], un aspetto meraviglioso.

Di questi tempi sembra che un sacco di gente stia comprando una versione moderna di questa pialla per usarla come fosse una smoother. Ecco come ci siamo ridotti! Abbiamo allungato le pialle da finitura fino a trentacinque e passa centimetri, forse perché si pensa: "più lungo è meglio"? [ehm... - N.d.T.] Non saprei. Usare una pialla così lunga per sistemare un angolino di fibre strappate, almeno a me, non sembra una prospettiva particolarmente invitante. Forse sono solo io che non ci arrivo. Evidentemente non ci arrivavano neanche alla Stanley, però, visto che la #62 era pubblicizzata come un attrezzo per la "piallatura intensa traverso vena”. A me non sembra esattamente la reclame di una smoother.

Uno dei concorrenti della Stanley, la Sargent & Co, produsse anch'essa una versione di questa pialla, denominata No. 514.








  
 legnofilia [ Dom 20 Feb, 2011 21:55 ] Commenta questa notizia Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento