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LE TRADUZIONI DI Legnofilia


Patrick's Blood and Gore - Combination plane - #55


  • Autore: Patrick A. Leach

  • Testo originale: www.supertool.com

  • Traduzione: AlbertoA

  • Revisione: legnofilia

  • Tutti i diritti riservati - Nessuna parte di questo contenuto può essere riprodotta in nessun modo senza l'esplicito consenso scritto dell'autore del testo originale e dello staff di Legnofilia.
    Permesso di tradurre concesso dall'autore Patrick A. Leach

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Combination Plane #55


Comprata. Usata. Odiata. Venduta.

Il grande Zeus stesso pensò che la sua condanna di Prometeo potesse essere la punizione suprema per l'uomo e attraverso i millenni è stato così. Almeno fino all'anno 1897, quando i signori Justus Traut e Edmund Schade idearono una tortura che non conosceva limiti fra dei e mortali. Dovremmo tutti essere così fortunati da essere incatenati ad una roccia e subire il supplizio di avere i nostri fegati divorati ogni giorno da un rapace affamato, piuttosto che soffrire l'agonia di questo aggeggio. Anche i cinesi, se fossero stati fra i clienti di Stanley, avrebbero volentieri abbandonato la loro infame tortura della goccia, dopo goccia, dopo goccia sulla fronte.
Se ci può essere una palla al piede fra le pialle, sarebbe sicuramente questa.

Giù in Australia questo pezzo di metallo è stato usato come fermaporta (e non sto mentendo).
Qui in America, è stata utilizzata come strumento per la lavorazione del legno. Ora, mi dite quale nazione è più civile? E poiché ho iniziato a criticare questo strumento, perché fermarsi qui? Stanley ha pubblicizzato la #55 come "Una segheria in una pialla". Più verosimilmente, "Una pialla da suicidio" [qui c'è un gioco di assonanze tra i due slogan non traducibile in italiano - N.d.t.] è uno slogan adatto per lo strumento. Anche in Grecia, i pescatori di spugne si legano queste cose intorno alla vita come zavorra per arrivare prima sul fondale. In India, i fachiri ne dispongono una dozzina a foggia di rettangolo e ci fanno un pisolino sopra.

Questa pialla è certamente un intelligente pezzo di design in metallo. Con il successo della #45, e di altre pialle combinate della Stanley, non passò molto tempo prima che Stanley producesse questa. Il tempismo è stato perfetto per la sua introduzione, dal momento che tutti i tipi di pialle in metallo avevano già proliferato per circa 30 anni, quindi non ci sarebbe stata opposizione da parte dei tradizionalisti amanti dei bastoni (i maestri della vecchia scuola erano morti, morenti, o deboli), e il business delle pialle di legno era quasi defunto. Inoltre, le misere modanature di moda all'epoca erano profili semplici che la #55 era in grado di gestire. Se i complessi profili "Greci" fossero stati ancora popolari, questa pialla non sarebbe mai venuta al mondo.

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In parole povere, ha un temperamento mostruoso che richiede di armeggiarci molto per poter funzionare bene. Doveste aver bisogno di produrre una modanatura di lunghezza limitata, potrebbe essere una valida alternativa a un pialla di legno. Tuttavia, per qualsiasi profilo che si prevede di dover fare in più passate, una pialla dedicata in legno è preferibile. Perché? I bastoni in legno si autoregolano, cioè, hanno una guida fissa, un profilo fisso, e un arresto di profondità fisso. Anche la #55 ha questi strumenti, ma nessuno di loro è fisso, ma sono tutti variabili e richiedono una grande quantità di abilità/pazienza per funzionare perfettamente. Questa caratteristica non le fa rizzare il pelo quando si usa un profilo con un tagliente singolo (per esempio un ogee), ma sicuramente quando la si utilizza con una combinazione di taglienti al fine di creare un profilo che normalmente si potrebbe trovare su un singolo bastone. Soffre anche lo stesso problema della #45 per la scelta del pezzo da lavorare: il legno deve essere piallato seguendo la venatura per minimizzare lo strappo delle fibre, poiché su questa pialla non c’è una "bocca" per la lama, nel vero senso della parola, ed il tagliente non ha un supporto.

Stanley amava affermare che questa pialla "farà una maggiore varietà di lavoro di quella che può essere realizzata con una linea completa di cosiddette pialle Fancy". Questo, come sanno benissimo coloro che hanno un minimo di conoscenza di pialle lignee, è pura e semplice propaganda. Quelle stesse persone, riconoscono che c'é del vero nello slogan di Stanley che dichiara la pialla essere più compatta e più leggera di una linea completa di "pialle Fancy", e non è difficile crederlo, ma a meno di non doversi muovere con tutta l’attrezzatura, questi fatti sono privi di rilevanza. Per un laboratorio in attività, vi è abbondanza di spazio per tutte le "pialle Fancy" necessarie. Ciò che Stanley non ha detto è che la loro bestia di metallo, con un solo tagliente, pesa un minimo di 3,5 kg. Non vi è alcun bastone che pesi altrettanto, escludendo forse un'ipotetica pialla per fare un cornicione intero con un profilo che la #55 non potrebbe comunque produrre.

La pialla è in pratica molto simile alla #45. Aiuta un po' con i profili asimmetrici che richiedono punti di appoggio in tutta la loro larghezza. Ad esempio, una semplice perlina può essere realizzata facilmente con una #45 in quanto entrambi i lati del profilo sono sullo stesso piano geometrico. I due "pattini" della pialla vengono posizionati in modo da supportare le due estremità laterali della lama. Un pattino, sul corpo principale, è fisso, l'altro, collocato dalla parte della battuta laterale, è fissato sulle aste della guida. Questo stesso principio è utilizzato su un profilo più complesso, come un ogee, dove il tagliente è sempre fissato nel corpo principale e la slitta è posizionata a supporto dell'altro lato della lama. Il problema è che, nella #45, questa parte della tagliente non è in grado di tagliare in quanto la slitta, essendo regolabile solo lateralmente e non verticalmente, impedisce alla lama di entrare in contatto con il legno.

Per colmare questa lacuna, la #55 ha una sezione verticale scorrevole regolabile, che permette al pattino di essere spostato in alto o in basso per esporre la porzione sinistra del tagliente. Il movimento è comandato da una lunga asta filettata. Inoltre fra le due sezioni di scorrimento vi è un ulteriore pattino regolabile sia verticalmente sia lateralmente. Questo pattino è utilizzato come sostegno supplementare per evitare che la lama si impunti nel lavoro (cosa che le pialle per modanatura in legno non fanno).

La pialla può contenere solo una lama alla volta. La sua posizione dal bordo del pezzo è regolata con una guida. Ci sono due di queste guide, che possono essere utilizzate su entrambi i lati della pialla. La guida che è normalmente utilizzata sul lato sinistro del piano è dotata di una controguida regolabile (in palissandro), che può essere inclinata fino a 45 gradi in modo da consentire anche la lavorazione di smussi. Questa stessa controguida è anche dotata di un meccanismo di regolazione fine laterale per consentire una maggiore precisione di posizionamento (il fatto che la pialla abbia questa caratteristica dovrebbe dare un'indicazione del fatto che l'impostazione della pialla è un vostro compito).

La guida destra è in palissandro e può essere inclinata fino a 45 gradi, ma utilizza normali viti per legno e non è dotata della regolazione di precisione che ha la guida sinistra. In questa guida, invece, anche la parte esterna (quella opposta alla faccia in palissandro) è piana e può essere a sua volta utilizzata come battuta semplicemente inserendola capovolta nelle barre di supporto. Essendo la guida sostenuta da bracci curvi, questa caratteristica permette di aumentare la massima distanza tra battua e tragliente, consentendo alla pialla di lavorare più lontano dal bordo di quanto sia normalmente fattibile.

E' molto importante posizionare correttamente le due guide laterali per consentire alla pialla di lavorare correttamente. Dal momento che la controguida in palissandro può ruotare, se non si presta particolare attenzione durante la regolazione le conseguenze possono essere catastrofiche (non per la pialla, ma per il pezzo piallato). La faccia della battuta in palissandro deve essere perfettamente parallela al lato della lama. Se così non fosse, a seconda del disallineamento, la pialla sarebbe portata ad incepparsi (a causa della lama che ad ogni passata tenderebbe a tirare la guida sempre più saldamente contro il bordo di battuta), oppure a "scappar fuori" dal pezzo (a causa della lama che ad ogni passata tenderebbe a spingere la guida ad allontanarsi dal bordo di battuta).


Oltre alla verifica di eventuali parti mancanti, ci sono un paio di cose che devono essere controllate prima di acquistare una di queste pialle. Assicuratevi che tutte le parti possano essere allentate a mano. State lontani da quegli esemplari con le parti arrugginite: i pezzi possono essere bloccati e possono rompersi quando si cerca di allentarli. Le aste di metallo dovrebbero avere una superficie liscia; se c'è della ruggine diffusa, le guide tenderanno a bloccarsi quando le si muoveranno. Inconveniente che può essere risolto rimuovendo la ruggine e poi cospargendo il metallo ripulito con olio da macchina, oppure, se le barre sono arrugginite in profondità, alla peggio potranno essere sostituite. Assicuratevi che il palissandro delle guide sia in buone condizioni. Affinché la pialla scorra bene, le facce in palissandro devono essere liscie e piane: se non lo sono, è possibile rimediare con una pialla da finitura, a condizione che vi sia ancora sufficiente palissandro per non incappare nelle teste delle viti di fissaggio. La sostituzione dei listelli di legno non è un compito facile in quanto sono modellati sui supporti per consentirne la rotazione.

C'è una parte di metallo che ho visto rotta su molte di queste pialle. E’ il pezzo #42. Questa parte, a forma di L, va soggetta a parecchio stress causato dal pattino centrale che fa forza su di esso. Se non si fa attenzione quando si inizia a piallare è molto facile far sbattere questo pezzo contro la testa della tavola, cosa che determina anche l'inclinazione della slitta centrale, che si alza sul davanti e si abbassa nella parte posteriore. Il pezzo in questione è alloggiato in una scanalatura poco profonda, che può rovinarsi nel tempo. Si tratta di un meccanismo mal progettato che non è mai stato sistemato. Quando si utilizza la pialla, assicuratevi di serrarlo con forza e cercate di non farlo sbattere sulla testa della tavola da piallare.
Verificate che non vi siano cricche e/o riparazioni sulla fusione delle guide.

L'arresto di profondità prigioniero, che si trova sulla destra del corpo principale, può alle volte presentare delle controguide che sporgono, una avanti e una indietro, filettate e fermate con una vite. Pialle prodotte durante l'era Sweetheart (tra il 1920 e i primi anni del 1930) si trovano con questo tipo di arresto di profondità, ma la maggior parte degli esemplari della pialla hanno un unico e solido stop di profondità.

Su alcuni modelli di pialla, si può notare una vite a testa piatta che è posizionata sul lato destro del corpo principale, sotto l'impugnatura. Se guardate la sezione scorrevole, appena dietro il supporto della lama, si può trovare un piccolo foro filettato ed è proprio in questo foro che si può inserire la vite, dopo averla rimossa dalla "posizione di riposo" sotto il tote. Sarebbe fin troppo facile pensare che la funzione di tale vite fosse quella di ancorarvi una catena, la quale, all'estremità opposta, sarebbe stata fissata con un anella alla caviglia del proprietario, ma ciò non corrisponde al vero. La vite ha una funzione, come ogni altra vite, dado, bullone, fischio, campana, e brillantino, ecc che si trova su questa pialla.

La funzione della vite, dotata anche di una rondella, è quella di fornire supporto sul lato sinistro del tagliente quando si deve realizzare una modanatura su uno smusso, o in qualche altra analoga situazione in cui ci sia una notevole forza esercitata sul pattino scorrevole. In questi casi, il pattino scorrevole tende infatti a caricarsi di una notevole porzione del peso della pialla e anche della forza esercitata verso il basso che si esercita sull'attrezzo mentre lo si spinge, ed entrambe le cose possono far sì che il pattino si deformi.

Inoltre, nel caso di modanature sugli smussi, il tagliente deve essere spostato manualmente verso il basso, con passate successive della pialla, perché le due guide, orientate a perpendicolo l'una rispetto all'altra, impediscono alle slitte che supportano il tagliente di spostarsi naturalmente verso il basso [l'una funge da fine corsa per l'altra - N.d.t.]. La vite di cui si sta parlano aiuta anche a mantenere l'allineamento del tagliente mentre viene spostato verso il basso.

La presenza di questa vite fu di breve durata, e si trova sulle pialle costruite nel periodo dell prima guerra mondiale e nell'era Sweetheart. Probabilmente Stanley abbandonò questa caratteristica perché il telefono squillava continuamente e all'altro capo le persone si lamentavano di avere, su questo stupido attrezzo, un'altro pezzo da perdere in mezzo ai trucioli. Questo, o qualcuno determinò che la funzione era inutile, come tanti altri aggeggi che la società ha offerto.

Le parti indicate di seguito venivano fornite con la pialla standard (per una descrizione dettagliate delle parti in comune con la #45, fate riferimento a ciò che ho riversato, dal mio cervello, su tale pialla):

  • #16 Corpo principale.
  • #23 Bullone del tagliente.
  • #24 Dado a farfalla del bullone del tagliente.
  • #25 Pressore del tagliente.
  • #27 Vite di regolazione del tagliente.
  • #28 Dado di regolazione del tagliente.
  • #29 Viti dei bracci
  • #30 sezione scorrevole.
  • #32 Ditale, un bullone cavo su cui scorre liberamente il braccio ma su cui si avvita un dado che blocca lo scorrimento della sezione scorrevole, ce ne sono uno per
  • #33 Controdado del ditale - il dado che stringe #32.
  • #34 Fondo regolabile - questo è il pattino che viene alzato o abbassato per i profili irregolari.
  • #37 Vite inferiore regolabile - muove la parte #34.
  • #40 Pattino centrale - nella parte inferiore è l’ausiliario ausiliario fissato alla sezione di scorrimento.
  • #41 Dado di regolazione del pattino centrale - si ingaggia alla parte #40 per regolarne la profondità.
  • #42 Angolo di ferro e vite di regolazione – tiene la parte #40, e ha una barra filettata per ricevere parte #41.
  • #43 Galletti di per la torre centrale – Sono due, uno parte mantiene #42 lateralmente, un altro mantiene #40 in verticale.
  • #50 Guida sinistra.
  • #51 Galletto sinistro – stringe la guida sinistra, ce ne sono due per le braccio di questi.
  • #52 Controguida regolabile - una striscia di palissandro che fa parte della guida a sinistra. Può essere regolato ad un angolo particolare.
  • #53 con basculante in ferro girevole - la parte #52 è collegata. A sua volta, fa parte del pezzo #50, e consente al legno di palissandro di muoversi.
  • #54 Vite di regolazione della guida sinistra - la vite che permette un settaggio più fine della guida.
  • #56 Guida destra - simile alla guida sinistra, ma senza le funzioni di regolazione fine della sinistra.
  • #57 controguida destra - una striscia di palissandro che può essere inclinata, come la fascia sinistra, con due viti di legno semplice.
  • #58 galletto della guida destra - come parte #51, ma fatto per la guida a sinistra.
  • #60 Braccia lunghe.
  • #61 braccia corte.
  • #70 arresto di profondità regolabile finemente.
  • #71 dado dell’arresto per la regolazione fine.
  • #73 Arresto di profondità regolabile per bordature
  • #75 Stop di profondità.
  • #76 Galletto.
  • #80 Arresto di profondità a camma.
  • #81 Vite per settare l'arresto a camma.
  • #85 Incisori con le viti.


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La pialla è stata originariamente provvista di 52 lame, il ché dimostra, contrariamente al pregiudizio popolare, che la #55 non fu chiamata così in quanto fornita di 55 lame. In effetti è stata poi offerta con 55 lame, ma questo è successo molto dopo la sua introduzione sul mercato.

Stanley ha utilizzato per i profili dei taglienti una nomenclatura che differiva dai nomi standard utilizzati dalla maggior parte dei produttori di pialle in legno. La loro Grecian Ogee è in realtà un Ogee greco e Astragalo (toro). Il loro quarto di tondo e bordo è invero un becco di civetta e Astragalo.

I seguenti taglienti vengono forniti con la pialla, di solito in quattro scatole separate di legno (i numeri tra parentesi sono il numero del pezzo che spesso si può trovare timbrato vicino al tallone della lama):

Lame nella prima fornitura del 1897

  • Plough
    1/8" (#10), 3/8" (#14), 3/4" (#18), 3/16" (#10), 7/16" (#15), 7/8" ( #19), 1/4" (#12), 1/2" (#16), 5/16" (#13), 5/8" (#17)

  • Beading
    1/8" (#21), 3/8" (#25), 3/4" (#29), 3/16" (#22), 7/16" (#26), 1/4" ( #23), 1/2" (#27), 5/16" (#24), 5/8" (#28)

  • Grecian Ogee
    1/2" (#102), 3/4" (#104), 1" (#106)

  • Becco di civetta e Bead
    5/8" (#113), 7/8" (#115)

  • Ogee inverso
    1/2" (#82), 3/4" (#84), 1" (#86)

  • Ogee Romano
    5/8" (#93), 7/8" (#95)

  • Convesse
    1/2" (#53), 5/8" (#54), 3/4" (#55), 1" (#57)

  • Concave
    1/2" (#43), 5/8" (#44), 3/4" (#45), 1" (#47)

  • Concave
    1/2" (#62), 3/4" (#64)

  • Becco di Civetta
    5/8" (#73), 7/8" (#75)

  • Lama per finestre all’Inglese
    1 3/4" (#1)

  • Fresa per dente (dente e canale)
    1/4" (#5)

  • Slitter (incisore)
    #8

  • Gola
    1/4" (#32), 3/8" (#34), 1/2" (#36), 3/4" (#38)

  • Graffiatura
    1 1/4" (#9)

  • Reeding (2 tori)
    1/8" (#212), 3/16" (#222), 1/4" (#232)



Lame inserite nel 1922

  • Scanalature
    13/16 "(#18 1/2)

    C'è lo strano 13/16" di nuovo, ma questa volta non è stato offerto fino a parecchi anni dopo, ha fatto il suo debutto sulla #45 e altre pialle.


Lame messe nel 1925

  • Lama per dente
    3/16" (#6)

  • Smussatura
    3/4" destra (#40), 3/4" sinistra (#41)

  • Nel corso di questo anno, il 3/4" concavo è stato abbandonato come tagliente standard ed è stato poi reso opzionale. E' in questo momento che la pialla aveva al suo complemento 55 lame per abbinare il numero di modello.



Lame facoltative potevano essere acquistate ad un costo aggiuntivo. Stanley ha anche preso ordini speciali per taglienti personalizzati. Potevano anche essere ordinate lame "vergini" da sagomare a proprio piacimento. Una serie di lame extra può valere sul mercato quanto la pialla ed il suo complemento di taglienti.

Di seguito sono elencate le 41 lame offerte come opzioni standard:

Frese opzionali offerte a partire dal 1907

  • Grecian Ogee
    3/8" (#101), 5/8" (#103), 7/8" (#105)

  • Quarter Round e Bead
    3/8" (#111), 1/2" (#112), 3/4" (#114), 1" (#116)

  • Reverse Ogee
    3/8" (#81), 5/8" (#83), 7/8" (#85)

  • Roman Ogee
    3/8" (#91), 1/2" (#92), 3/4" (#94), 1" (#96)

  • Rounds
    3/8" (#52), 7/8" (#56)

  • Hollows
    3/8" (#42), 7/8" (#46)

  • Quartiere Hollow
    3/8" (#61), 5/8" (#63), 7/8" (#65), 1" (#66)

  • Quarter Round
    3/8" (#71), 1/2" (#72), 3/4" (#74), 1" (#76)

  • Finestre all’inglese
    1 1/2" (#2)

  • Match (standard 1925)
    3/16" (#5)

  • Scanalatura
    3/16" (#31), 5/16" (#33), 7/16" (#35), 5/8" (#37)

  • Reeding (3 tori)
    1/8" (#213), 3/16" (#223), 1/4" (#233)

  • Reeding (4 tori)
    1/8" (#214), 3/16" (#224), 1/4" (#234)

  • Reeding (5 tori)
    1/8" (#215), 3/16" (#225), 1/4" (#235)


La lama per finestre all’inglese opzionale è un profilo ogee, che si differenzia dal profilo ovolo del tagliente per finestre normale.


L'immagine sotto mostra il comune metodo di imballaggio utilizzato per la Stanley #55: 4 scatole di legno per le lame, con relativi coperchi (non nelle immagini). Ogni scatola ha un'etichetta per illustrare ogni singola lama all'interno della confezione. Le quattro scatole qui illustrate mostrano le 52 lame offerte con la pialla al suo debutto. Sembra che una delle scatole sia stata prodotta per il mercato australiano, a testa in giù, quindi non cercate di sistemare le impostazioni del vostro monitor.


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La pialla venne confezionata in molti contenitori diversi. Il primo di questi fu una scatola in castagno con fianchi giuntati a "finger joint" e coperchio scorrevole. Successivamente, Stanley ha fornito lo strumento in una scatola di latta con coperchio scorrevole. Per un breve periodo, fu distribuita in una scatola di legno arancione che aveva supporti per contenere la pialla montata in maniera stabile (si tratta di una buona confezione per aree soggette a terremoti). Sia il contenitore di metallo che la scatola col coperchio in legno sono stati offerti durante l'era Sweetheart. Alla fine, Stanley si è assestata su una scatola di cartone rigido, in un primo tempo dalla forma alta e slanciata, e successivamente molto più simile ad una comune scatola da scarpe. Non è troppo difficile trovare questo modello nella sua scatola originale dato che molti degli artigiani vi si aggrapparono disperatamente nel tentativo di evitare che parti della pialla varcassero la stessa soglia spazio-temporale in cui finiscono i calzini spaiati. E' anche possibile trovare un buon numero di esemplari in una bella scatola costruita dall'artigiano proprietario. Se morite dalla voglia di possedere una di queste bestie, è un acquisto migliore se viene presa completa della sua scatola originale. Dato che sicuramente imparerete ad odiarla, è più facile venderla in questo stato per recuperare il vostro investimento.

OK, ora basta. La testa mi fa male solo a pensare a questa mostruosità ....










  
 legnofilia [ Mar 14 Set, 2010 10:50 ] Commenta questa notizia Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento  
 


 

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