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Patrick's Blood and Gore - Bench Planes - #4 1/2,#4 1/2C


  • Autore: Patrick A. Leach

  • Testo originale: www.supertool.com, www.supertool.com

  • Traduzione: AlbertoA

  • Tutti i diritti riservati - Nessuna parte di questo contenuto può essere riprodotta in nessun modo senza l'esplicito consenso scritto dell'autore del testo originale e dello staff di Legnofilia.
    Permesso di tradurre concesso dall'autore Patrick A. Leach

    Image




#4 1/2 - Pialla da finitura (smooth plane)


  • Lunghezza: 10" (25,4 cm)
  • Larghezza (lama): 2 3/8" (6,03 cm)
  • Peso: 4 3/4 lbs (2155 g)
  • Periodo di produzione: 1884-1961
  • Utensile raro: No, tranne alcuni esemplari (leggi testo)


Si tratta di una pialla da finitura più grande e più pesante, che alcuni trovano preferibile. È anche la prima con numerazione frazionaria nelle serie Stanley (se pensate che questo sistema di numerazione sia strano, non provate mai a memorizzare i numeri dei modelli della The Union Manufacturing Co, dato che sono arrivati a dare una numerazione in ottavi ad alcune delle loro pialle: ad esempio, #4 3/8). Stanley, e altre società, vollero provare ad inserire nuovi modelli di pialle nella sequenza di numerazione di quelle già in produzione, e usarono la numerazione frazionaria affinché potessero essere comunque raggruppate insieme a modelli simili della sequenza.

Il primissimo modello di questa pialla non ha un numero impresso a rilievo sulla parte frontale della suola, cosa che, secondo coloro che hanno provato a stabilire un ordine cronologico dei tipi di modelli Bailey, ne colloca il debutto tra le pialle nel 1885. Se lo studio del "type" è da prendere come Vangelo, insieme con i cataloghi e le brochure Stanley, la versione della pialla #4 1/2 non goffrata è stata commercializzata per non più di un anno, il che rende questi esemplari tra i più rari di tutte le bench plane. Per questo tipo di pialla, si dovrebbe sempre controllare la parte frontale della suola alla ricerca di segni di rettifica e verniciatura, in modo da assicurarsi che sia originale.

Queste pialle si possono trovare anche con il numero impresso sulla parte frontale della suola e configurazione "pre-lateral" (vale a dire senza leva di regolazione laterale della lama).
Se siete collezionisti di pialle "pre-lateral", dovrete essere sicuri che la pialla non sia stata rimaneggiata inserendo il frog di una #6 o di una #7 "pre-lateral" sul corpo di una #4 1/2 normale. A tal fine, assicuratevi che il japanning non sia contraffatto e che si accoppi perfettamente tra frog e la fusione principale.

Per qualche ragione inesplicabile, trovo un numero eccezionalmente elevato di # 4 1/2 del tipo "secondaguerramondialese" (traduzione dall'attrezzese - quelle prodotte durante il periodo della seconda guerra mondiale), molte più di quante mi aspetterei di dover vedere. Come tutte le pialle delle serie prodotte durante la guerra, la fusione del corpo principale è più spessa e quindi più pesante di quelle costruite prima e dopo la guerra. Alcuni gradiscono il maggior peso di queste pialle in quanto la loro massa aiuta nelle operazioni di piallatura.

ImageHo questa teoria rimuginata per metà… ma anche completamente, che Stanley offrì questa pialla per competere con le più pesanti pialle "infill", che venivano prodotte in Inghilterra. Il problema è che quest'attrezzo non è nemmeno da paragonare con i prodotti della costa orientale dell'Atlantico. Certamente la massa extra è un passo nella giusta direzione, ma a parte ciò, queste pialle rimangono sulla pista di rullaggio, mentre le infill volano ad altezze inesplorate. Pensate che sia pazzesco? Continuate a leggere, e poi guardate la voce relativa alla # 4 1/2H per ulteriori prove.

La #4 1/2 è stata una pialla che Stanley aggiunse alla propria consolidata linea di prodotti di successo dopo aver acquistato i brevetti di Leonard Bailey nel 1869. Prima di questa data, Bailey aveva prodotto per circa 8 anni la stessa serie di pialle da banco, in varie configurazioni. La #4 1/2 non venne messa sul mercato fin verso il 1884. Il mio istinto mi dice che quei 23 anni senza una #4 1/2 hanno lasciato il pubblico assetato di questo strumento.

In Scozia, il signor Stewart Spiers stava lavorando in relativo anonimato (a quei tempi, le comunicazioni tra le coste scozzesi e quelle degli Stati Uniti erano semplicemente un viaggio andata e ritorno tra i due paesi), e fabbricava pialle da banco con un progettato che utilizzava le stesse tecniche delle pialle da quartabuono con coda di rondine, un modo di costruirle in uso già da qualche tempo. Parte del fascino che queste pialle da banco esercitavano sugli ebanisti era la loro massa, molto più consistente di altre pialle, che aiutava nel lavoro su venature difficili.

Spiers è stato per decenni il costruttore incontrastato di pialle "infill" a causa della psiche tradizionalista che riempie la testa delle persone tipicamente inglesi. La crescente popolarità raggiunta dalla linea dei prodotti di Spiers alla fine venne notata dagli attrezzisti a sud di Ayr, giù nella vecchia e ridente Inghilterra. Il più famoso di loro, Thomas Norris, iniziò a fare concorrenza diretta a Spiers nella seconda metà del 19° secolo: è in realtà incerto l'esatto momento in cui cominciò a costruire pialle dato che dalla prima descrizione della sua attività risultava come commerciante di attrezzi e non come un costruttore di pialle. Norris adottò definitivamente il titolo di "costruttore di pialle" nel 1887.

Alla fine, molti altri fabbricanti di pialle inglesi e scozzesi saltarono sul carro delle pialle infill. Nomi come Mathieson, Preston, Slater, e una miriade di altri, tutti hanno concorso per aggiudicarsi una fetta della torta nel mercato delle infill a partire dal 1880. Tutti i fabbricanti costruirono pialle infill praticamente identiche a quelle della concorrenza: pesanti, solide e massicce rispetto a quelle in legno ed ai prodotti americani considerati "inferiori". Questa corsa di molti produttori per soddisfare la domanda di pialle di qualità dovette essere stata notata dai responsabili della Stanley o dai loro corrispondenti in Inghilterra.

Nel 1880, Stanley si era guadagnata il titolo di più grande azienda attrezzista d'America, e una delle più grandi al mondo. Erano in missione per dominare il mondo, e misero le ruote in movimento proprio per farlo. Per raggiungere questo fine, dovevano avere la capacità di interpretare gli umori del mercato, comprendendo ciò che era di tendenza e ciò che non lo era: se non potevano comprare la loro concorrenza, avrebbero semplicemente offerto un attrezzo simile ad un prezzo più abbordabile. Dare ai clienti quello che volevano, o almeno quello che Stanley avrebbe detto loro di desiderare, e ad un prezzo accessibile, è stato il modus operandi di Stanley per dominare il mondo.

Durante questo periodo, Stanley era nelle fasi iniziali di espansione della propria linea di prodotti, inserendovi tutto quello che pensava si potesse vendere. Strumenti come la #45, la #50, la #66, #71, la #72, la #74, la #112, le #180-#182, le #190-#192, e sì, anche la #4 1/2, hanno tutti debuttato nel corso della decade del 1880. E indovinate un po'? Quella era proprio la stessa epoca in cui tutti quei tizi britannici costruivano le loro pesanti pialle infill - il tempo in cui la loro popolarità aveva finalmente sconfinato dai laghi della Scozia per arrivare ai costruttori meccanizzati dell'Inghilterra.

Tutti gli strumenti sopra citati costituirono una svolta radicale nella principale linea di prodotti Stanley, costituita da pialle da banco e block. Tuttavia, uno di loro non lo fu: la # 4 1 / 2. Stanley aveva appena riconfigurato la comune #4, nutrendola con rinvigorente per attrezzi, rendendola più massiccia. E' mia convinzione che la #4 1/2 fu un timido tentativo di Stanley per soddisfare la richiesta di infill che si faceva sentire anche qui negli Stati Uniti (cioè per vendere pialle a quegli americani che compravano le infill inglesi), e che venne poi infine indirizzata agli utilizzatori Inglesi di pialle. Alla Stanley credevano realmente che le loro pialle fossero le migliori al mondo e fecero di tutto per inculcare quest'idea in ogni angolo del globo. Alla fine ci riuscirono, come ogni studioso di attrezzistica ben conosce, anche sbattendo fuori dal mercato i grandi e storici fabbricanti di attrezzi inglesi.

La mia opinione è che la Stanley saltò sul carro delle infill semplicemente aumentando la massa dell'attrezzo, ma trascurando altri importanti dettagli di queste pialle. Stanley non poté, o non volle, apportare un cambiamento così significativo di progettazione delle pialle da banco perché la posta in gioco era troppo alta per rischiare di perderla: la produzione di massa e ad un costo abbordabile, cose che sono entrambe in antitesi al tipo di produzione praticamente su misura delle pialle infill.




#4 1/2C - Pialla da finitura (smooth plane)


  • Lunghezza: 10" (25,4 cm)
  • Larghezza (lama): 2 3/8" (6,03 cm)
  • Peso: 4 3/4 lbs (2155 g)
  • Periodo di produzione: 1898-1961
  • Utensile raro: No


La versione con suola corrugata della #4 1/2








  
 legnofilia [ Dom 06 Giu, 2010 23:23 ] Commenta questa notizia Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento  
 


 

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