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LE TRADUZIONI DI Legnofilia


Patrick's Blood and Gore - Bench Planes - #2,#2C


  • Autore: Patrick A. Leach

  • Testi originali: www.supertool.com, www.supertool.com

  • Traduzione: Nyagatwa

  • Tutti i diritti riservati - Nessuna parte di questo contenuto può essere riprodotta in nessun modo senza l'esplicito consenso scritto dell'autore del testo originale e dello staff di Legnofilia.
    Permesso di tradurre concesso dall'autore Patrick A. Leach

    Image




#2 - pialla da finitura (smooth plane)


  • Lunghezza: 7" (17,78 cm)
  • Larghezza (lama): 1 5/8" (41,28 mm)
  • Peso: 2 1/4 lbs (1000 g)
  • Periodo di produzione: 1869-1961
  • Utensile raro:

Image Un'altra pialla per levigare piccole superfici. Una pialla smoother secondo gli informativi Stanley, "è usata per rifinire o levigare superfici piane. Quando ci sono irregolarità poco estese, la sua ridotta lunghezza permette di individuare queste irregolarità, lasciando il lavoro finito con una superficie liscia". Buona vecchia Stanley, pronta a fornire a noi che lavoriamo il legno una smoother per tutte le occasioni. Se è vero che le #2 sono poco diffuse (rispetto alle pialle da banco di formato maggiore), a riprova del fatto che il suo impiego era alquanto limitato, si tratta comunque di un attrezzo utile quando ci si trova ad avere a che fare con qualche isolata zona di legno dalla fibra contorta o quando si tratta di levigare pezzi di piccole dimensioni. Le sue dimensioni ridotte le permettono di lavorare su piccole superfici in maniera più efficace rispetto alla più grossa e più comune #4.

E' difficile riuscire a stringere la presa sull'impugnatura di questa pialla, a meno che non abbiate mani molto piccole. Fate attenzione che il lever cap sia originale - è molto facile ridurre un lever cap di una #3 in modo da adattarlo a questa pialla. Guardate i lati del lever cap, quando è serrato in posizione - un lever cap #3 rilavorato avrà i lati che sporgono chiaramente al di sopra della sommità della porzione arcuata delle pareti laterali del corpo pialla. Ispezionate i segni di lavorazione sui lati del lever cap per verificare che si tratti realmente di un lever cap #2 originale.

ImageUn'area frequentemente danneggiata è la parte posteriore della suola, o tacco della pialla, laddove la barra filettata (usata per fissare l'impugnatura alla fusione del corpo pialla) è accolta da una protuberanza del corpo pialla stesso. Su alcuni modelli di questa pialla questa protuberanza non è correttamente allineata con la suola e può talvolta rompersi [a causa dello stress fuori asse - N.d.t.]. Ispezionatela con attenzione per individuare eventuali riparazioni. Qualche volta la barra filettata è ribattuta dopo aver attraversato la soletta. Questo tipo di danno è chiaramente individuabile rigirando la pialla e guardandola dal lato della suola. Questo tipo di problema può essere riscontrato anche sulle pialle da banco di dimensioni maggiori.

Questa pialla non è mai stata fornita con una vite di regolazione della piastra centrale che invece era offerta nelle pialle da banco di dimensioni maggiori, e neppure ha mai subito modifiche dell'alloggiamento della piastra centrale stessa, eccetto per il passaggio dal primo disegno (a forma di H) al secondo (con un'ampia area fresata). Riferitevi alle spiegazioni e alle immagini fornite a proposito della #3 per i cambiamenti riguardanti l'alloggiamento del frog. Per quelli fra voi che seguono religiosamente gli studi sui tipi di pialle (tenete presente che la Stanley non aveva nessuna conoscenza di tali studi quando produceva questi attrezzi) questa pialla non vi si accorda particolarmente bene. Sembra che i dipendenti della Stanley a cui era stato dato l'incarico di produrre la #2, se ne stessero nella loro piccola e felice #2landia, non curandosi affatto dei cambiamenti introdotti nelle sorelle maggiori di questa pialla. Nessun modello della #2 ha le date dei brevetti nella fusione posteriormente al frog.

La rotella godronata di ottone usata in questa pialla per la regolazione della profondità [di taglio - N.d.t.] è differente da tutte le altre. Nella maggior parte dei casi (ad esclusione di quelli più antichi, con le loro rotelle piene) la rotella è leggermente concava ed è notevolmente meno spessa rispetto a quelle usate sulle pialle da banco di dimensioni maggiori. Controllate che non sia stata rimpiazzata con quella di una pialla più grande.

Una delle ultime versioni di questa pialla, piuttosto rara, è circa 1/2" (12,52 mm) più lunga rispetto ai modelli precedenti. Sembra quasi una #3, ma la sua lama ha la consueta larghezza di 1 5/8" (41,28 mm). Gli esemplari di questa pialla usualmente hanno "Bailey" scritto in rilievo nella fusione della parte anteriore, ma non sempre, dunque è pratico controllare se la lunghezza è di 8" (203,2 mm). Inoltre la rotella godronata in ottone per la regolazione della profondità di taglio è più grande, come quelle usate sulle pialle da banco di dimensioni maggiori. La lama non è arrotondata nella parte superiore, ma ha gli stassi angoli che ha avuto dagli inizi della produzione. La maggior parte di queste pialle hanno la tipica finitura nera, ma gli ultimi esemplari che hanno lasciato New Britain hanno invece finitura blu.



#2C - pialla da finitura (smooth plane)


  • Lunghezza: 7" (17.78 cm)
  • Larghezza (lama): 1 5/8" (41,28 mm)
  • Peso: 2 1/4lbs (1000 g)
  • Periodo di produzione: 1898-1943
  • Utensile raro:


La "C" nella sigla indica che la suola è lavorata con una serie di solchi paralleli. Non c'è nessuna "C" in rilievo nella fusione di questa pialla, così come non c'è in nessuna delle altre pialle da banco con suola corrugata.

La suola corrugata veniva fornita per risolvere il problema dell'attrito che si genera fra il legno e la suola: man mano che l'area piallata del legno diviene più regolare, si genera infatti un leggero vuoto fra le due superfici. Che questo attrito diventi un problema per l'artigiano dipende dal tipo di legno che viene piallato e dalla forza e resistenza della persona che spinge la pialla. Personalmente non sono mai stato disturbato dall'attrito, ma sembra che molti altri lo siano stati, a giudicare dal numero di pialle con suola corrugata che ci sono in giro e dalla loro lunga presenza sul mercato. Alcuni affermano che la suola corrugata è utile anche sui legni resinosi, può darsi che anche voi sarete dello stesso parere.

Prima dell'introduzione delle suole corrugate si usava oliare o incerare la suola della pialla. Questa era una pratica comune sulle pialle più lunghe, dove la quantità di attrito generato è certamente maggiore di quello generato dalle pialle più corte. Ma per una pialla così corta, la suola corrugata è un inutile eccesso. Non è mai stata una caratteristica popolare su questa pialla, che dunque è rara. Infatti, ho visto meno #2C che #1. Forse dovrei chiedere a più #2 se permettono che le guardi sotto? [gioco di parole che rende decisamente meglio in inglese - N.d.t.]

Ho visto corrugazioni molto grossolane su parecchie pialle da banco. Alcune delle pialle sono anteriori al periodo di produzione Stanley. E' impossibile dire se tali pialle siano state rilavorate in un tentativo di ingannare i collezionisti o se ciò sia stato fatto dal proprietario per il proprio uso. Sospetto che ci siano esempi di entrambi i casi.

ImageLe corrugazioni originali corrono lungo la lunghezza della suola e sono perfettamente parallele l'una all'altra, si fermano prima della punta, del tacco e anteriormente e posteriormente alla bocca. Tali corrugazioni sono approssimativamente tanto profonde quanto larghe, sono nitidamente definite e terminano a punta. Spesso le corrugazioni si riempiono di accumuli di sporcizia raccolta in laboratorio. Potete rimuoverla usando la parte appuntita di un comune chiodo per raschiarla fuori. [se poi usate uno stecco di legno duro, che non graffia, è anche meglio! - N.d.t.]

E ora qualcosa di completamente differente...

Mi è capitato di essere invitato nel laboratorio di un artigiano a vedere alcuni attrezzi che voleva vendere. L'amico non aveva un gran che, qualche attrezzo recente, prodotto da quella compagnia inglese che fa ancora della pietose copie delle pialle Stanley da banco [qui l'autore si riferisce alla Stanley inglese - N.d.t.]. Comunque l'amico aveva anche alcune Stanley originali con suole che non mi è mai più capitato di rivedere. Ogni suola aveva una serie di scanalature, larghi solchi o come volete chiamarli, larghi ca. 1"(25,4 mm) che attraversavano l'intera suola nel senso della larghezza. In altre parole le scanalature erano parallele alla bocca. Stupefatto da ciò che avevo davanti agli occhi, ho chiesto all'amico la ragione di tale strano trattamento. Mi disse che aveva portato le pialle a una locale officina meccanica chiedendo di realizzare delle scanalature nelle suole poiché aveva sentito dire che le corrugazioni aiutavano la pialla a lavorare meglio. Per la prima volta in vita mia sono rimasto totalmente senza parole, ho potuto solo borbottare un: "Ah! Vedo" in risposta. Da allora quelle pialle hanno comunque lasciato quel laboratorio, dunque voi del Massachusset tenete gli occhi aperti mentre siete a caccia di attrezzi. Ma se vi capita di incappare in una di esse e di comprarla senza rendervene conto, immagino che possiate ancora riciclarla come raschietto per stivali o qualcosa del genere.








  
 legnofilia [ Ven 04 Giu, 2010 00:36 ] Commenta questa notizia Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento