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LE TRADUZIONI DI Legnofilia


Patrick's Blood and Gore - Introduzione


  • Autore: Patrick A. Leach

  • Testo originale: www.supertool.com

  • Traduzione: donhaldo

  • Tutti i diritti riservati - Nessuna parte di questo contenuto può essere riprodotta in nessun modo senza l'esplicito consenso scritto dell'autore del testo originale e dello staff di Legnofilia.
    Permesso di tradurre concesso dall'autore Patrick A. Leach

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Premessa

ImageIn una precedente vita, ero uno "smanettone" del software [nel testo originale l'autore si definisce un software dork, termine non facilmente traducibile in italiano e che ha molte accezioni, non tutte propriamente positive... ­ n.d.t.]. Ecco, l'ho detto. Uno dei requisiti per essere un siffatto smanettone è la necessità di navigare in Internet, quella che i sapientoni dei media hanno definito "La super autostrada dell'informazione". Sono anche un fanatico di utensili, e queste due afflizioni mi hanno portato nel luogo nel quale ho potuto conversare con malati simili a me: rec.woodworking, anche conosciuto come rec.norm, il gruppo di discussioni dedicato ai letterati del computer che hanno anche una vita.

Il lavoro di queste pagine è stato spronato dalle numerose persone che mi hanno sottoposto domande relative alle pialle in loro possesso, oppure incontrate durante le loro "crociere" alla ricerca di utensili. Ho constatato che molte delle domande che essi ponevano erano sempre le stesse chieste più e più volte. Per ragioni di coerenza, e per risparmiare il mio tempo, ho deciso di fare un "dump" del mio cervello [dump, nel gergo informatico, è una operazione di trasferimento dati da un supporto ad un altro - n.d.t.], relativamente a ciò che conosco delle pialle Stanley: come sono fatte, cosa posso realizzare, quali sono le parti che più frequentemente mancano, di quali difetti risentono durante il loro utilizzo, ecc

Tutto il mio sforzo è stato fatto per divertimento. Non ho mai pensato una sola volta che ciò che ho scritto si sarebbe evoluto diventando un "cult". La prima versione di questo lavoro è stata composta nell'oscurità che precede l'alba, con le palpebre puntellate da stuzzicadenti; ci sono stati evidenti errori di omissione e informazioni errate, la maggior parte dei quali da attribuire alle "ragnatele" che ingombrano la mia mente nelle prime ore del giorno. Così, dopo aver lasciato il lavoro da informatico, rimanevano due possibilità: o mi piazzavo davanti al televisore a guardare Jerry Springer [il conduttore di un talk show americano molto noto anche a livello internazionale - n.d.t.] strimpellandomi le labbra, oppure mi mettevo a fare qualcosa di costruttivo. Scegliendo questa seconda opzione, con le risse di Springer come rumore di sottofondo, ho intrapreso la riscrittura di "Blood and Gore", allo scopo di renderlo più completo e accurato. Non potrà mai essere considerato come un lavoro finito, perché nuove informazioni sulla Stanley e sulle pialle da essa prodotta sembrano emergere quotidianamente.

Lo stile della maggior parte di ciò che scrivo è in punta di ironia, ma alcuni dei testi sono molto scrupolosi (come le informazioni relative alla #45 e alla #55). Dopotutto, una fonte di informazioni sugli utensili dovrebbe includere il buono, il brutto, il cattivo, che Stanley è riuscita a realizzare.

Tutti i dati "fisici" di ciascuna pialla sono stati tratti dal lavoro pionieristico di Alvin Sellens, "The Stanley Plane" (ora esaurito), e dall'attuale libro di John Walter, "Antique and Collectible Stanley Tools". Entrambi questi libri, come fonte per le loro informazioni, fanno riferimento ai cataloghi e alla letteratura originali prodotti da Stanley. Tutto il resto proviene dagli angoli bui della mia mente.
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Le informazioni qui raccolte non sono offerte con lo scopo principale di indicare la rarità o il valore collezionistico di ciascun utensile, anche se qualche riferimento a tal proposito viene fatto. E' auspicabile che le informazioni saranno piuttosto utilizzate come una guida di riferimento mentre si va a "caccia" di uno specifico utensile. Potendo classificare le pialle Stanley in due gruppi (hey, il retaggio di un vecchio smanettone di computer ancora mi fa vedere il mondo con un modus operandi binario!), uno che comprende le pialle più comuni, l'altro che include quelle meno comuni, allora questo testo può essere utile a tale scopo. Un asterisco, rappresentato dal carattere '*', che si trova alla fine di ogni designazione, indica che la pialla rientra nella categoria di quelle non comuni. Ovviamente il valore attribuibile a ciascuna di esse è assolutamente discrezionale.

Vengono inoltre ignorate tutte le pialle dei marchi Stanley di classe economica. Bisogna ricordare che questa, originariamente, fu pensata come una guida per tutti coloro che intendevano usare ciò che avevano comprato. Non posso, in buona coscienza, consigliare a qualcuno di utilizzare una pialla Four Square o Handyman, se messe a confronto con una Bailey o una Bed Rock. Nella mia mente disturbata, le pialle Stanley di classe minore sono state le prime tracce d'olio che hanno contribuito a lubrificare la china del declino degli strumenti manuali di qualità, e che ci hanno lasciato con la spazzatura che viene prodotta oggi.

Poche cose da ricordare e che mi faranno risparmiare un po' di battute alla tastiera: tutte le misure relative alla lunghezza sono riferite alla suola, tutte le misurazioni relative alla larghezza fanno invece riferimento ai ferri. Il peso di ciascuna pialla segue le misure, ed è a sua volta seguito dall'indicazione degli anni in cui la pialla è stata offerta. Le pialle potrebbero non essere state in produzione per l'intero periodo di tempo indicato, che è proprio il caso delle pialle meno comuni. Spesso queste pialle furono offerte fino a quando non fu esaurita la loro produzione iniziale.

La maggior parte delle pialle hanno il loro numero impresso nella fusione del corpo. Quelle che non l'hanno mai avuto sono esplicitamente indicate. La designazione "C" significa che la pialla ha la suola corrugata: la "C" non appare sul corpo della pialla.



Riparazioni e Stato degli utensili


E' inevitabile che una volta che qualcosa sia diventato di interesse per i collezionisti o di gran valore, esso dia anche origine a falsi, copie e riparazioni. Queste pialle non sono in nulla diverse dagli altri ambiti di collezionismo, nei quali abbondano persone senza scrupolo che vogliono arricchirsi in fretta e predisposte alla falsificazione.

Fortunatamente, I falsi sono pochi e rari. Essi vengono trattati, con sufficiente dettaglio, laddove sono rilevanti. Anche le copie sono in qualche modo poco numerose, ma esse non sono realizzate per trarre in inganno nessuno. Altre copie sono utensili che furono realizzati direttamente da un attrezzo originale, normalmente da un patternmaker per proprio uso. Queste sono abbastanza facili da individuare perche' sono piu' piccole delle originali ed hanno una struttura piu' grossolana nelle superfici non rifinite a macchina.

Le riparazioni sono il vero flagello del collezionismo. Sono state fatte per decenni in altri campi ed ora fanno parte anche dell'ambito degli utensili. Se è semplice riparare i salvadanai meccanici [Giocattoli meccanici in uso fin dal 1800 con lo scopo di educare i bambini al risparmio, divertendoli - n.d.t.] ed imbrogliarne i collezionisti, allora è relativamente una passeggiata fare lo stesso con gli utensili. Scheggiature e parti mancanti nella fusione sono molto facili da colmare tramite astute saldature, che vengono colorate per adattarle alle parti circostanti, e quindi rifinite a macchina per farle passare inosservate. Questi interventi sono molto difficili da individuare, e si dovrebbe sempre essere guardinghi relativamente alle riparazioni nelle zone in cui l'utensile è più soggetto a rotture. Nell'esaminare un attrezzo dovete imparare a fare da soli. Un persona onesta metterà in rilievo le riparazioni, quindi imparate a conoscere i vostri fornitori!

Un altro aspetto al quale prestare attenzione è la finitura dell'oggetto e la sua originalità. Ci sono molti artisti morti di fame in questo campo, dove prendere un utensile molto strapazzato e "metamorfizzarlo" in un pezzo d'arte, meritevole di champagne e di una prima di gala sta diventando più comune. La rilavorazione delle superfici ed il ripristino del japaning nelle aree smaltate sono espedienti spesso utilizzati per fare apparire l'utensile meglio di quello che è. Normalmente, un'attenta analisi del pezzo rivelerà una qualche gaffe dell'artista, come una goccia di vernice laddove non dovrebbe esserci, una piccola traccia di ruggine in un'area difficile da raggiungere, un ricambio anacronistico rispetto alla datazione presunta dell'utensile, ecc. Come per le riparazioni, è importante conoscere il venditore. Se avete dei dubbi sull'oggetto che state per acquistare, fatelo controllare con cura da una terza, quarta, quinta persona. Dopotutto sono i vostri soldi che state spendendo.



Categorie


Esistono un sacco di pialle Stanley, molte delle quali possono essere classificate in precise categorie. "Blood and Gore" è stato scritto scritto seguendo l'ordine della bizzarra numerazione utilizzata dalla Stanley, da #1 a #608C. Fortunatamente, qualcuno dei lavori di Stanley si può collocare all'interno di categorie, e "Blood and Gore" tratta queste pialle come elenchi separati, come ad esempio le pialle della linea Bailey, quelle di transizione, le Bed Rock, ecc. In totale, ci sono 15 sezioni principali, che possono essere consultate in sequenza, oppure si può saltare direttamente alla parte che interessa, semplicemente individuando il numero dell'utensile e quindi seguendo il corrispondente link delle categorie elencate qui sotto. Col tempo, spero di poter inserire una funzione di ricerca, dove sia possibile specificare una categoria oppure il numero di una pialla, ed ottenere come risultato la lista degli utensili cercati. Rimanete sintonizzati!








  
 legnofilia [ Ven 04 Giu, 2010 00:25 ] Commenta questa notizia Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento